Biodegradabilità

Biodegradabilità EN ISO 13432 (cod. E.17)

La norma UNI EN 13432:2002 è una norma riportata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee e pertanto deve essere recepita in Europa a livello degli Stati Membri e fornisce presunzione di conformità con la Direttiva Europea 94/62 EC, sugli imballaggi e rifiuti da imballaggio.

La norma europea EN 13432:2002 definisce uno schema di prova e criteri di valutazione per l'accettazione finale degli imballaggi

adottata anche in Italia e  che deve possedere un materiale polimerico per poter essere definito compostabile.

Secondo la EN 13432:2002, le caratteristiche che un materiale compostabile deve avere sono le seguenti:

1. Biodegradabilità, determinata misurando la effettiva conversione metabolica del materiale compostabile in anidride carbonica. Questa proprietà è valutata quantitativamente con il metodo di prova standard ISO 14855 con cui si determina la biodegradabilità attraverso le concentrazioni di anidride carbonica emessa reltivamente al contenuto di carbonio totale.

2. Disintegrabilità, cioè la frammentazione e perdita di visibilità nel compost finale (assenza di contaminazione visiva).

3. Assenza di effetti negativi sul processo di compostaggio . Requisito verificato con una prova di compostaggio su scala reale o pilota.

4. Bassi livelli di contaminazione: livello in metalli pesanti (al di sotto di valori massimi predefiniti) e assenza di effetti negativi sulla qualità del compost con una prova di crescita di piante (test OECD 208 modificato) è eseguita su campioni di compost dove è avvenuta la degradazione del materiale di prova.

5. Altri parametri chimico-fisici possono essere valutati, che non devono differire dal compost di controllo dopo la biodegradazione sono: pH; contenuto salino; solidi volatili; contenuto di azoto e di metalli pesanti.

 

Prove di biodegradazione con metodo ISO 14855-1 (cod. E.18)

La UNI EN ISO 14855-1 riguarda la "Determinazione della biodegradabilità aerobica finale e della disintegrazione dei materiali plastici in condizioni controllate di compostaggio", definisce una metodica che si applica in via generale per i “manufatti di plastica” ed è riconosciuta sia a livello Europeo che Italiano. Con questa norma si può eventualmente certificare che il manufatto in plastica è biodegradabile (con una percentuale che può variare da 0 al 100%) in funzione della CO2 netta prodotta a seguito della biodegradazione della plastica.

Per validare la procedura areobica di biodegradazione è necessario usare come materiale di riferimento la cellulosa Avicel, che deve degradarsi in una percentuale maggiore del 70% in 45 giorni.

La norma richiede inoltre la determinazione, nel tempo di compostaggio, dei quantitativi di CO2 emessi durante la biodegradazione del materiale polimerico disperso nel compost derivante dalla frazione umida della raccolta differenziata.

advanced polymer materials