Invecchiamento

Termo-ossidazione in stufa termoventilata (cod. E.14)

Si eseguono prove di termo-ossidazione accelerata in stufa termoventilata e simulazioni di esposizione a cicli termici con controllo di temperatura e umidità relativa e di invecchiamento termo-ossidativo in camera climatica. Mediante le prove di invecchiamento accelerato è anche possibile caratterizzare i campioni prima e dopo i vari cicli eseguiti in condizioni controllate.

Prove in camera climatica (cod. E.15)

Si eseguono prove in camera climatica Haida International HD-150T a temperatura controllata da -50°C a +150°C e a umidità relativa da 55% a 90%RH, per valutare il comportamento di film, placchette e provini di varie dimensioni ottenuti sia da materiali termoplastici che termoindurenti.

In particolare si possono applicare cicli termici con controllo di temperatura e umidità relativa per il condizionamento di provini in particolari condizioni, per le successive prove meccaniche (come ad esempio trazione secondo ISO 527-2 o prove a impatto secondo ISO 179 a basse temperature).

 

In camera climatica si eseguono inoltre:

- Creep Test (cod. E.15A) a sforzo costante secondo la norma ISO 899-1. La norma specifica un metodo per determinare lo scorrimento a trazione delle materie plastiche in condizioni specificate come quelle di pretrattamento, temperatura e umidità. Il metodo è adatto per l'impiego con materiali plastici rigidi e semirigidi non rinforzati, caricati e rinforzati con fibre in forma di provini sagomati stampati direttamente o ricavati per lavorazione meccanica da lastre o articoli stampati. Il metodo prevede la determinazione dello scorrimento a trazione misurando le variazioni della distanza tra i morsetti. I materiali possono essere testati applicando una vasta gamma di sollecitazioni, tempi e condizioni ambientali. 

- Prove di Compression Set (cod. E.15B) a determinate temperature secondo la norma ISO 815 metodo B (o ASTM D 395). Queste prove si applicano ad esempio a materiali destinati a condizioni d'uso che implicano sollecitazioni statiche ad elevate temperature. L'apparato strumentale costituito da una serie di lastre in acciaio e contenenti i provini, viene introdotto per un tempo predefinito in camera climatica, in condizioni di temperatura e umidità controllata. A ciclo ultimato si misura quindi la capacità del materiale di mantenere le proprietà elastiche dopo l’azione prolungata di sollecitazione in compressione.

ESCR (cod. E.16)

Le misure della resistenza a solventi o altri additivi (ESCR), saranno concordate con il committente secondo le norme ASTM D1693:2008 (Standard Test Method for Environmental Stress-Cracking of Ethylene Plastics) e ISO 16770:2004 (metodo per la determinazione della resistenza allo stress-cracking di polietilene in qualsiasi ambiente).

La rottura per effetto della fatica e di un agente chimico aggressivo per il polietilene è definita Environmental Stress Cracking Resistance (ESCR). Questo fenomeno dipende dall’esistenza di stress esterni poliassiali combinati con stress interni, fatta eccezione per polimeri altamente cristallini per i quali è sufficiente l’azione dei soli stress interni. L'ESCR di una struttura è tanto maggiore quanto più elevato è il peso molecolare e tanto più bassa la cristallinità. La presenza di una elevata quantità di bassi pesi molecolari può ridurre la resistenza all’ESCR. Poiché è difficile evidenziare gli stress derivanti dalla trasformazione e dall’invecchiamento si usano prove accelerate quali:

i) provino sottoposto a deformazione costante (Bell test - ISO 22088-5)

ii) provino sottoposto a stress costante (Lander test)

iii) test su flacone sottoposto a pressione interna costante (specifico per il soffiaggio).

advanced polymer materials